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la Parrocchia

La missione della parrocchia
“La parrocchia si costituisce per opera della grazia di Dio e per attiva risposta dei fedeli, attorno alla parola di Dio, ai sacramenti – particolarmente l’Eucaristia – e al servizio della carità”.In quanto comunità, la parrocchia incarna la Chiesa che vive in mezzo alle case dei suoi figli/e, ed esprime il volto più accessibile e vicino alla gente. Suo compito è aiutare og ni battezzato a vivere la sua vocazione cristiana nella vita quotidiana alla santità ed essere dono gradito a Dio e ai fratelli. Aiutare dunque a vivere nella grazia e nella fede, dentro il paese, la propria vocazione cristiana di sacerdote, di religioso/a, di sposo/a, di padre e di madre, di famiglia, di persona celibe, di lavoratore e di studente, di bambino, giovane, anziano.

Le sfide del nostro tempo
Per rispondere a questo compito naturale, la parrocchia, a cominciare dai suoi operatori pastorali, abbia piena coscienza delle sfide che oggi la missione evangelizzatrice della Chiesa è chiamata ad affrontare.
Per troppe persone la fede non è più la verità e certezza fondamentale della vita dove incontriamo Dio, ma riduce a una semplice opinione personale. Così per molti battezzati la religione ha ben poca importanza per la vita di tutti i giorni; il rapporto con Dio diventa una cosa privata; la pratica religiosa si riduce a una scelta facoltativa e tante volte si rifugia in esperienze religiose o credenze emotive.
In tante persone della nostra città è presente comunque una “domanda religiosa” o una ricerca di Dio anche se confusa o parziale. Tale domanda si intreccia con una serie di bisogni umani di fraternità, di solidarietà, di incontro, di dialogo che possano aiutare a superare l’anonimato, l’estraneità di tanti ambienti e situazioni di vita, di lavoro, di sofferenze, di emarginazione. Ma ci sono anche tante “domande umane” che esprimono i bisogni e le attese dei poveri e degli emarginati, privi di diritti dovuti alla dignità della loro persona, ma anche di tante persone e famiglie che, pur avendo una situazione economica bene, faticano a dare un senso alla propria vita.
Queste “domande umane” possono essere orientate in senso cristiano e diventare stimolo per l’incontro con Cristo.

La vita della parrocchia annuncia Cristo
La fisionomia della parrocchia, come luogo di crescita umana e cristiana delle persone che abitano in un determinato territorio, necessita di un forte rinnovamento nella sua apertura missionaria. L’urgenza di raggiungere con l’annuncio del Vangelo tante persone indifferenti e “lontane”, nelle loro case e nei loro ambienti di vita, sollecita la parrocchia ad uscire da se stessa, ricercando forme di collaborazione pastorale con le parrocchie vicine, con gli Istituti religiosi, con associazioni laicali, con i servizi per l’utilità pubblica.
Si delinea così un nuovo volto della parrocchia “comunità missionaria”.
Una comunità preoccupata di cambiare se stessa, prima che sul “fare” e dell’organizzare cose nuove, su quello dell’essere segno credibile ed efficace del Vangelo, secondo le parole dell’Apostolo Paolo: “La nostra lettera siete voi,…, conosciuta e letta da tutti gli uomini. E’ noto infatti che voi siete una lettera di Cristo…, scritta non con inchiostro, ma con lo spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori” (2Cor 3,2-3).

La parrocchia missionaria manifesta nel concreto vissuto quotidiano che il suo impegno primario è annunciare il Cristo morto e risorto. Un annuncio che celebra e testimonia, rivolge a tutti, vicini e lontani. Una comunità che si fa serva di tutti “per guadagnarne il maggior numero” (1Cor 9,19).
La vita della comunità parrocchiale, la sua unione e fedeltà a Cristo, il suo servizio all’uomo, la trasparenza evangelica delle sue scelte pastorali, economiche, caritative e sociali, sono la prima via di evangelizzazione missionaria (At 2,46-48).

Le “occasioni” di evangelizzazione
La sapienza pastorale conferma che il punto di partenza, anche per la nuova evangelizzazione, è rinnovare e qualificare ciò che già esiste. Si pensi alle tante “occasioni” che la parrocchia ha ancora di avvicinare persone indifferenti o lontane: richiesta e celebrazione dei sacramenti; funerali ed altre celebrazioni liturgiche; la visita alle famiglie nel tempo di Pasqua o nelle circostanze della sofferenza o della malattia di persone care; le feste e le occasioni di religiosità popolare; i servizi caritativi….

Vie di nuova evangelizzazione
Questa evangelizzazione “occasionale” non può tuttavia limitare la parrocchia dalla ricerca di vie e forme dirette di annuncio e di dialogo. Occorre perciò che si acquisti una mentalità nuova nell’impostare la vita e la pastorale della parrocchia, meno chiusa in se stessa e più attenta ai “lontani”, agli ambienti e alla collaborazione con le altre realtà umane. Inoltre resta sempre decisiva una appropriata preparazione di catechisti e operatori di pastorale.
Prima che come un insieme di attività, l’impegno missionario della parrocchia si qualifica come fatto di vita, un segno della sua passione per il Regno di Dio, e del suo amore per ogni persona.

L’annuncio e la testimonianza cristiana negli ambienti
“Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là” (Mc 1,38). Questa preoccupazione missionaria di Cristo deve essere la stessa che anima la pastorale della parrocchia. Andare significa non solo rispondere alle richieste della gente, ma anticiparle facendosi presente là dove essa vive, sperimenta la sofferenza o la solitudine, l’amore o la gioia dell’incontro.

La parrocchia comunità di accoglienza e di servizio

L’annuncio del Vangelo va accompagnato dai segni. E il primo segno che la parrocchia deve rendere visibile è certamente quello della carità, facendosi prossima ad ogni uomo, soprattutto ai più poveri. Oggi la carità è una via privilegiata della nuova evangelizzazione.
Il Vangelo della carità infatti, se è testimoniato con autenticità e coerenza, fa cadere le barriere di incomunicabilità e divisione tra la gente, aiuta a superare pregiudizi e incomprensioni, promuove una cultura di solidarietà e condivisione.
La carità educa la comunità cristiana a un’etica solidale, ad una cultura dell’accoglienza, capace di essere condivisa anche da chi non è credente, di incidere sui problemi del territorio e di aprirsi alle questioni sociali e politiche da cui dipende spesso il superamento delle ingiustizie ed emarginazioni.
L’accoglienza e il servizio non si misurano solo in gesti e iniziative, ma investono lo stile di vita della comunità parrocchiale. Ogni persona che incontri deve percepire un’atmosfera di fraternità e un modo diverso di rapportarsi tra le persone.

Parrocchia e territorio
La parrocchia collocata in un determinato territorio, tende giustamente a farsi carico dell’ evangelizzazione e della promozione umana della gente che vi abita. Ma questo non fa si che si perda di vista la città nel suo complesso.
La parrocchia deve essere consapevole e sollecitata delle situazioni presenti, dei compiti, delle difficoltà e delle possibilità di sviluppo dell’intera città.

La comunione fonte insostituibile della missione

Per camminare insieme verso questo nuovo volto di parrocchia, comunità missionaria, due sono le condizioni fondamentali: la spiritualità di comunione e la formazione permanente. Nella parrocchia deve crescere e consolidarsi la spiritualità di comunione, frutto di un profondo rinnovamento interiore.

Parrocchia comunità eucaristica
La parrocchia è una comunità eucaristica non solo perché fa l’Eucaristia, ma perché da essa è continuamente edificata nell’unità e nella comunione. Come tale deve essere vissuta dai fedeli e apparire visibilmente a tutti. Ecco perché la parrocchia deve vivere la Domenica e la celebrazione eucaristica in tutta la sua pienezza di evento ecclesiale: giorno del Signore risorto, giorno della comunità, giorno della carità e della missione, giorno in cui la parrocchia si manifesta centro vitale per i fedeli che convergono attorno all’Eucaristia.


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Anno Pastorale 2017/18
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